24/10/2018 16:51
Una bocca sana per una vita più lunga

Il termine paradontale deriva da due parole greche che significano "attorno al dente".

La malattia paradontale consiste in una serie di eventi che portano ad infiammazione e perdita di supporto a carico delle strutture profonde e di sostegno dei denti. Il problema origina perché particelle di cibo e batteri si raccolgono lungo il bordo gengivale dando origine alla formazione della placca. Se la placca non viene rimossa quotidianamente le sostanze chimiche e i minerali contenuti nella saliva si combinano con essa e danno origine al tartaro che aderisce tenacemente ai denti.

Il tartaro che si accumula sempre più comprime le gengive irritandole, l'infiammazione che ne deriva si chiama gengivite e si manifesta con un arrossamento del bordo gengivale adiacente al dente. Il tartaro pian pian riesce a scollare le gengive separandole dai denti e creando così la formazione di "tasche" che favoriscono ancora di più la crescita batterica e l'infezione. A questo livello il danno è irreversibile e parliamo di malattia paradontale. 

La malattia può essere molto dolorosa e può portare alla perdita dei denti, alla formazione di ascessi, fistole e lisi dell'osso di sostegno del dente.

Quali fattori influenzano lo sviluppo della malattia paradontale?

Numerosi sono i fattori che giocano un ruolo nel determinismo della malattia, quali:

  • L'età e lo stato di salute generale. La malattia paradontale colpisce più comunemente animali anziani e/o debilitati.
  • La dieta ed il comportamento nella masticazione. E' dimostrato che il cibo secco (crocchette) possa essere più utile del cibo umido nel prevenire l'accumulo di placca sul dente; l'abitudine del cane a masticare giochi commestibili o barrette edibili per l'igiene orale può ulteriormente aiutare a riguardo.
  • La razza e l'allineamento dei denti. I cani di piccola taglia e le razze brachicefale sono più spesso a rischio di malattia paradontale, dal momento che queste ultime hanno denti più ravvicinati tra loro, cosa che porta ad un maggior accumulo di placca.
  • Cure quotidiane del cavo orale. La spazzolatura regolare dei denti riduce notevolmente l'accumulo di placca e lo sviluppo del tartaro limitando il rischio di malattia paradontale.
  • Cavo orale. I cani che respirano a bocca aperta tendono ad avere un tartaro tenace per la continua disidratazione del cavo orale.

In generale, più acida risulta essere la saliva e più rapida è la formazione della placca. La quantità ed il tipo di batteri presenti nel cavo orale influenzano in modo significativo l'evoluzione della malattia paradontale.

Quali procedure mediche vengono utilizzate per trattare la malattia paradontale?

Il trattamento dipende dalla gravità del problema. In tutti i casi una prima valutazione viene eseguita da una visita clinica. Spesso per una corretta valutazione del paziente bisogna sottoporre l'animale ad una sedazione che consente una visione completa ed accurata della cavità orale, il sondaggio delle tasche sotto gengivali e se necessario l'esecuzione di radiografie.

La placca ed il tartaro verranno rimossi dai denti sia sopra sia sotto il margine gengivale con un apposito apparecchio ad ultrasuoni e con il cane in anestesia generale. I denti poi verranno lucidati per rimuovere i graffi microscopici presenti sulla superficie dello smalto, essi stessi predisponenti ad un nuovo accumulo di tartaro.

Dopo la procedura dentale verranno prescritte delle cure in base al tipo di intervento messo in atto (estrazione di uno o più denti, ecc...). Verranno poi date indicazioni per mantenere più a lungo possibile il risultato ottenuto attraverso l'utilizzo di appositi gel a base di clorexydina e/o dentifrici ad uso veterinario ad azione chimica e/o enzimatica.

A volte c'è bisogno di una modifica della dieta con l'introduzione di integratori che riducono la formazione della placca e del tartaro oppure l'utilizzo di prodotti da masticare sotto forma di stick o barrette (dentalstick o oravet).